L'acqua è Maestra - Il Dono del colore

Un progetto di Remo Salvadori

Atrio Monumentale - ASP ITIS

14.10.2017 – 02.12.2017

Inaugurazione
14 ottobre ore 18.00

L’acqua è Maestra - Il dono del colore nasce dall’esperienza didattica di uno dei più noti artisti italiani, Remo Salvadori, durante due anni di insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La relazione con gli allievi, la concentrazione su un mezzo espressivo relativamente desueto com’è l’acquerello, le motivazioni inerenti le teorie del colore, la riscoperta alle suggestioni immaginative dovute alla fluidità del mezzo hanno portato alla produzione di alcune centinaia di lavori su carta in due formati principali (cm 55x55, cm 61x61).

Parte rilevante dell’attività didattica sono stati anche gli incontri organizzati con filosofi, scrittori, artisti e curatori - materiali tutti raccolti nel volume edito da 24Ore Cultura - intorno al tema di cosa significasse il concetto di dono, la sua complessità e la sua profondità nel definire le relazioni fra gli esseri umani. Dell’ampio insieme di lavori che sono nati nelle aule veneziane, viene proposta una nuova selezione con un allestimento concepito appositamente per lo spazio triestino, dopo le esposizioni a Venezia (cortile dell’Accademia), a Limestre (Art Factory-Dynamo Camp), a Milano (Banca Sistema). Oltre alla grande qualità dei lavori, l’Acqua è Maestra-Il dono del colore è un esempio di collaborazione, generato dall’impegno di un artista, Remo Salvadori, fra una storica istituzione per l’educazione artistica e un’importante onlus, Dynamo Camp. La collaborazione si è fattivamente coronata con la donazione dell’intera raccolta di lavori da parte dell’Accademia all’onlus toscana quale forma di coadiuvamento alla straordinaria attività che quest’ultima svolge nell’ambito della cura della persona, in particolare rivolgendosi a giovani pazienti e alle loro famiglie. Gli intenti del progetto di Remo Salvadori nonchè la stessa cornice relazionale che lo ha reso possibile, sono sembrati particolarmente attinenti agli scopi di AR.C.A. e per questo, grazie alla disponibilità di Dynamo Camp, possono ora essere presentati a Trieste più di settanta lavori su carta.

Riccardo Caldura


“…L’acquerello è capillare, è da ascoltare, circola e ha un ritmo che è individuale e collettivo, chiama a vivere un passo che si fa respiro, un modo peculiare per ‘stare con il colore’. Cosa fare di questo incantesimo, di questo incontro, di questo piccolissimo fiore nella grande tradizione dell’Arte? Nella danza il ballerino sfida la gravità e ci rapisce di volteggi fra terra e cielo. Ecco questa è una vicinanza che si può sentire nell’acquerello. L’acquerello è un invito a guardare il cielo e la terra dentro di noi, nell’acqua che unisce è uno “stop” che ci fa incontrare l’altro nel sorriso, un contagio di sorrisi, che in questa coincidenza sbocciano in un dono. Ci siamo ascoltati e nel rumore che c’è in ognuno di noi abbiamo trovato spazio e tempo per questo lavoro sul colore che qui potete vedere grazie a molti giovani dell’Accademia di Venezia: ‘nei loro sguardi e parole’ ”.

Remo Salvadori

Remo Salvadori ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1982, 1986 e 1993 e alle Documenta di Kassel del 1982 e 1992, oltre a numerose grandi mostre come The European Iceberg al Art Gallery of Ontario nel 1985, Chambres d’amis a Gand nel 1986 a Happiness: A Survival Guide for Art and Life, la mostra inaugurale del Mori Art Museum diTokyo nel 2003. Fra le personali si segnalano quelle al Magasin, Centre National d’Art Contemporain, Grenoble 1991; al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 1997; alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2005; al Museo Archeologico di Istanbul, Istanbul 2010. Fra le ultime esposizioni: Tridimensionale al Maxxi, Museo Nazionale d’Arte del XXI Secolo, Roma 2012; Trame, alla Triennale di Milano, 2014; Au rendez-vous des amis a Palazzo Vitelli, Città di Castello, 2015; Rebel With a Cause, mostra inaugurale Magazzino Italian Art, Cold Spring, New York 2017; Ytalia, Energia, Pensiero, Bellezza, Forte Belvedere, Firenze 2017.