Emulsioni

Loris Cecchini

Atrio Monumentale- ASP ITIS

dal 12.04 al 08.06.2019

Inaugurazione
12 Aprile 2019, ore 17.30

I lavori della serie Emulsione di Loris Cecchini si presentano come dei contenitori o delle teche trasparenti atte a conservare dei delicati disegni a grafite e acquerelli su carta, nei quali domina il colore verde in tutte le sue sfumature. Il materiale di questi involucri appartiene alla famiglia dei poliesteri (PETG), e viene utilizzato sfruttandone la grande plasmabilità che permette non solo di proteggere i lavori, ma di imprimere, grazie al relativo spessore della superficie termoformata, il calco dei moduli costituenti le grandi strutture organico-architettoniche di Cecchini.
Un volta esposti, la luce ambiente produce riflessi e aloni che si proiettano sui fogli di carta. Le immagini oscillano così fra la precisione descrittiva e l’astrazione, restituendo una dimensione del naturale colto nel momento del suo generare proliferazioni e trasformazioni in vitro. Le delicate ramificazioni disegnate e acquerellate ricordano i licheni o le alghe; a volte le trasparenze puntiformi sembrano seguire il processo di dispersione aerea di scaglie, semi e spore. Alle forme di una natura ripresa a distanza ravvicinata, si accompagnano tratteggi di traiettorie, diagrammi, numerazioni, quasi si trattasse di elaborare un progetto più ampio a partire dall’analisi di basici elementi vegetali.
Sono immagini che parlano di una natura che incessantemente crea e trasforma, natura naturans colta nei suoi elementi primari e conservata in vista della ricolonizzazione di un nuovo ambiente non più fra terra e cielo, ma fra immaginario e realtà. Ed effettivamente alcune di queste opere su carta sono concepite come spunti per le grandi installazioni paranaturali che caratterizzano la produzione maggiore di Loris Cecchini. Fra le tracce e gli accenni di vegetazione compaiono non di rado concetti, parole, versi appena leggibili. Segni che animano anch’essi la superficie della carta, un po’ come avveniva nelle pagine degli antichi erbari composti da elementi floreali disseccati o da accurati disegni con le loro note di commento. Ora si tratta di un erbario contemporaneo, che non si limita a raccogliere e descrivere, ma permette di enucleare gli elementi che predispongono ad una ricostruzione generativa. Vi è un’intensa poeticità nelle macchie acquerellate che ricordano foglie o scaglie, nelle circonvoluzioni di tratteggi e parole, diventate “ultraparabole” (concetto che appare in uno dei disegni della serie). E’ una poeticità. che va colta nel suo essere punto di sintesi fra visione e approccio analitico, fra verso e formula, quasi a trattenere la simultaneità dei diversi passaggi che permetteranno ad una intuizione di crescere e diffondersi come un organismo.
Il mezzo utilizzato, l’acquerello, è tenue come lo è la pellicola dell’acqua, e di quest’ultima sfrutta la fluidità, la pervasività, la trasparenza che lascia intravedere quello che avviene fra strato e strato del ‘verde’. La sequenza dei lavori allineati sulle pareti dello spazio rende quest’ultimo simile ad una sala di un museo di storia naturale di nuova concezione. In fondo non vi è gran differenza fra natura e arte, entrambe in grado di sostenere e nutrire gli organismi cui danno forma. Cecchini predispone l’emulsione nella quale le loro distinte microparticelle, gli elementi costitutivi, inizieranno a fondersi.

Riccardo Caldura

La produzione artistica di Loris Cecchini (Milano, 1969) è caratterizzata dalla grande varietà delle soluzioni formali, con opere e installazioni site-specific fra le più sorprendenti proposte negli ultimi anni in Italia e all’estero. La complessità del suo lavoro tocca diversi media: la fotografia, la scultura, il modello architettonico, il disegno e, di recente, l’acquerello, sempre con ricorrenti tematiche di fondo. La sua partecipazione a rassegne internazionali come La Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Biennale di Shangai, le moltissime rassegne in spazi pubblici di grande rilievo, la presenza in alcune delle più rilevanti collezioni d’arte contemporanea, nonché il riconoscimento di importanti premi, quali il Premio Arnoldo Pomodoro per la Scultura, ne fanno uno degli artisti italiani di maggior rilievo.